Eileen Gu, la sciatrice freestyle di origine americana che gareggia per la Cina, si è assicurata una medaglia d’oro nell’halfpipe femminile di freeski alle Olimpiadi invernali domenica, ma la sua vittoria è stata oscurata da notizie profondamente personali. Qualche istante dopo la sua vittoria, Gu ha rivelato in lacrime ai giornalisti che sua nonna, Guozhen Feng, era morta.
Un’eredità di ispirazione
Gu ha descritto sua nonna come una figura formativa nella sua vita, qualcuno che ammirava profondamente per la sua forza e determinazione. * “Ha comandato la vita, l’ha presa per le redini e l’ha trasformata in quello che voleva che fosse,”* ha condiviso Gu, ricordando l’impatto che sua nonna ha avuto sulla sua educazione. Sapeva che sua nonna era malata prima di recarsi alle Olimpiadi, riconoscendo la possibilità di questo risultato.
L’influenza della nonna di Gu va oltre i semplici legami familiari. Incarnava la resilienza e il coraggio, qualità che Gu aveva promesso di emulare. “L’ultima volta che l’ho vista prima di venire alle Olimpiadi, era molto malata, quindi sapevo che questa era una possibilità. Non le ho promesso che avrei vinto, ma le ho promesso che sarei stato coraggioso come lei è stata coraggiosa.”
Navigare tra controversie e impatti
Questa vittoria si aggiunge all’impressionante record olimpico di Gu: una medaglia d’oro e due d’argento in Italia, completando i suoi precedenti due ori e un argento a Pechino 2022. Tuttavia, la sua decisione di competere sotto la bandiera cinese ha attirato critiche, con alcuni che l’hanno accusata di abbandonare la sua eredità americana.
Gu rimane salda nella sua missione di espandere la portata di questo sport, in particolare in Cina. Crede che la sua partecipazione ispiri i giovani atleti lì, creando un impatto significativo al di là di medaglie e riconoscimenti. “Ci sono ragazze in Cina le cui vite saranno toccate dal meraviglioso e meraviglioso potere dello sport,” ha affermato.
Questa vittoria è una testimonianza dell’abilità atletica di Gu, ma è indissolubilmente legata al profondo dolore che ora porta con sé. Ha raggiunto il successo sportivo onorando la memoria di sua nonna, consolidando il suo posto come simbolo di perseveranza di fronte alla perdita.
La storia di Gu solleva domande più ampie sugli atleti che scelgono di rappresentare nazioni al di fuori dei loro luoghi di nascita, sul controllo che devono affrontare e sui sacrifici personali fatti per perseguire la gloria atletica. Ci ricorda che anche nel trionfo, i momenti più difficili della vita possono colpire inaspettatamente.
























